L'evoluzione del Progetto

16.06.17
Dal numero 5 del nostro magazine Meson's News.

Riso verde

1. tritate insieme, generosamente, prosciutto grasso e cipolla. 
2. mettete al fuoco con un filo d’olio, lasciate rosolare. 
3. lavate bene degli spinaci, strizzateli e tagliateli molto finemente. 
4. lessateli in tanta acqua. 
5. uniteli al prosciutto e alla cipolla rosolati. 
6. versate nel tutto un poco di brodo e condite con sale e pepe. 
7. lasciate consumare ancora. 
8. unite il riso e continuate la cottura aggiungendo man mano un filo di brodo. 
9. togliete dal fuoco quando il riso è al dente.

“Qualunque libro di cucina è un libro di metodologia progettuale” Bruno Munari
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Tra la definizione del problema (progettuale) e la sua soluzione, esiste una serie di percorsi che oggi possiamo esplorare grazie ai nuovi mezzi di comunicazione. Non mi riferisco a nuovi materiali, a nuove sperimentazioni tecnologiche e nemmeno - in questo caso- a nuovi modelli (anche se la stampa 3D potrebbe aprire un ampio fronte di discussione). 
Sto parlando semplicemente di idee. Plurale: Idee. Idee e meritocrazia. L’idea rappresenta da sempre il momento principale per il raggiungimento della soluzione di ciascun progetto che sia esso di un nuovo prodotto (ad esempio, un nuovo modello di cucina) o di attuazione di un prodotto già esistente (ad esempio il modello di cucina esistente ma declinato a seconda delle esigenze specifiche di casa mia).  
Quindi, perché non valutare più di un’idea contestualmente? Credo sia il sogno di ognuno di noi, avere tante differenti idee da valutare. E questo vale sia che io rappresenti il produttore oppure il consumatore finale. Qui arriva la vera novità: la meritocrazia.   

Le nuove piattaforme web che stanno nascendo sono basate interamente sull’ideazione e sullo sviluppo partecipativo di nuovi prodotti.  Può essere che di tante idee una soltanto possa portare alla soluzione desiderata ma può essere che da molteplici idee differenti si scelga da ciascuna una piccola parte fondante della soluzione. Come funziona: i clienti alla ricerca di ispirazione, creatività e innovazione di prodotto possono formulare le proprie richieste e ricevere soluzioni in base alla proprie esigenze. 

L’azienda A affida alla società B l’incarico di organizzare un contest che si svolge sul web all’interno di una community di designer. Questa community si forma spontaneamente una volta che è stato definito il problema da risolvere ed è stato lanciato il contest. Molte idee in tempi certi (il contest può avere durata diversa a seconda della difficoltà del problema da risolvere o anche semplicemente a seconda di un obbiettivo posto dall’azienda A in termini di proposte ricevute).    

La dimensione e la qualità del database della community rappresenta ovviamente un aspetto fondamentale. La credibilità della community permette di aumentare la dimensione del database (regolamenti certi, pubblicazione dei risultati, conferimento dei premi/royalties) ma la qualità del data base è fondata soprattutto sulla riconoscibilità delle aziende promotrici dei contest precedenti (brand che rafforza altri brand).  

Un esempio concreto ce lo forniscono due aziende inserite tra le eccellenze italiane come Alessi e Italcementi che hanno lanciato un concorso per la progettazione di un cestino del pane creato con una speciale pasta cementizia. 
Il progetto si è sviluppato secondo le modalità appena descritte e il vincitore del contest ha seguito la realizzazione non solamente di un prototipo (mediante stampa 3D) ma anche del prodotto finito che è arrivato ad essere commercializzato lungo tutta la filiera commerciale di Alessi e ha trovato la sua perfetta collocazione, a chiusura del cerchio creativo, anche nello store on-line dell’azienda stessa. Per chi volesse approfondire riporto anche il contest.

Un altro brand conosciuto come Illy ha voluto sperimentare questo percorso di sviluppo progettuale e lo ha già fatto più volte a conferma della bontà della scelta. Ha chiesto ai designer di ideare nuovi orologi da parete per i suoi store sparsi in tutto il mondo. Ha poi cercato nuove idee per creare un espositore di prodotti all’interno degli store stessi e infine, cambiando leggermente il punto di vista precedente ha lanciato un contest grafico per la realizzazione di tazzine da caffè che avessero come riferimento le principali capitali mondiali esprimendo una vocazione di internazionalità che ben si associa al brand Illy.

La vincitrice del contest è una graphic designer di origine giapponese, residente negli Stati Uniti che ha visto realizzata da Illy una special edition delle tazze da caffè. Da Trieste agli Stati Uniti, passando per il Giappone per poi tornare nelle principali capitali mondiali, e tutto questo progettando attraverso queste piattaforme web. E questi sono solo alcuni esempi per far intendere che non esistono sulla carta limiti formali. 

Dove sta la meritocrazia? Sta proprio nella possibilità data a ciascun designer di sottoporre la propria idea alla valutazione sia dell’azienda promotrice (spesso per un giovane designer è difficile parlare con le persone che si occupano dello sviluppo del prodotto all’interno delle aziende senza avere conoscenze dirette) sia alla valutazione dell’intera community. 
La stessa idea infatti può essere ritenuta eccellente dal punto di vista del design (valutazione della community) ma difficilmente realizzabile per l’azienda A (valutazione aziendale). Verrà quindi premiata l’idea migliore ma anche l’idea che può portare allo sviluppo prima di un prototipo e poi alla generazione del prodotto richiesto. 
La community è però tenuta ad esprimere un giudizio altro rispetto all’azienda A e qui il valore di espressione del design è amplificato dal fatto di non possedere una reale cognizione di cosa è in grado di realizzare effettivamente l’azienda (limiti tecnici).   

Tutto è progetto. Anche una ricetta, ci ricorda Munari, è progetto e questo apre infiniti campi di applicazione per lo sviluppo partecipativo (si veda ad esempio www.desall.com). 

Dove c’è progetto c’è lo sviluppo di una metodologia progettuale che deve avere due elementi fondanti: obiettivi chiari e fiducia nella forza delle idee.   

La scelta del cuoco poi spetta a voi!

di Nello Schivo